Assemblaggio, legno e colore oro e argento, base in cemento e ferro, altezza massima 90, larghezza massima 60, dicembre 2016
“Meriluis finalmente ha deciso che l’amore è bello ha abbassato gli occhi e si è lasciata andare”.
È un celebre verso della canzone che Lucio Dalla ha intitolato proprio Meriluis e, oltre che un omaggio a questo grande artista italiano, il cui ascolto associo alla mia infanzia, il trittico è anche la narrazione simbolica di una lotta sadomasochistica all’interno di sé tra la dimensione maschile e femminile dell’esistenza e dell’essere umano. Una contesa fatta di gerarchie, di forzature, di un alto e di un basso, di un sopra e di un sotto che non trova un equilibrio definitivo, di una dis-integrazione senza amore che genera sempre un vincitore solo, la cui solitudine riflette in me la sensazione del vinto.




