Assemblaggio, vetro, sassi, pietra di luna, colore oro, altezza 15, ampiezza 15, dicembre 2016
La nonna nonna Speranza, detta Maria, era bassa di statura, era di molto in sovrappeso e aveva le ossa fragili. Due mesi prima della sua morte ho raccolto dei piccoli sassi che sembravano grumi di sale, li ho dipinti d’oro e li ho messi in una giara di vetro. Al centro ci ho nascosto una pietra di luna che arrivava dal Perù. Gliel’ho regalata a Natale, quell’anno. Non dimenticherò mai la sua faccia felice che non si capacitava di tutto quell’oro e quell’espressione di bambina stupefatta quando agli occhi le è apparso l’azzurro. È l’ultimo ricordo di vita.
Lo scheletro è ciò che resta più a lungo di noi, la parte più interna, segreta ed essenziale.
L’installazione si accompagna a una canzone che ho scritto per lei in quello stesso periodo, s’intitola “Don’t worry, Miss” e la canta per me la cantautrice italo-albanese Brixhilda Shqalsi.

