Il filo rosso

Molte tradizioni esoteriche condividono l’idea che quando un dolore non viene visto, la discendente più sensibile lo manifesta attraverso sintomi fisici e blocchi emotivi. Questo principio è alla base della psicogenealogia di Anne Ancelin Schützenberger, e delle ricerche epigenetiche sulla trasmissione del trauma.

Gli esoteristi lo chiamano:

  • “il nodo della quarta generazione” (sufismo),
  • “la terza ombra” (scuole greche tardo-antiche),
  • “la ferita delle madri” (tradizioni sciamaniche europee).

Nelle tradizioni esoteriche mediterranee e mediorientali, la linea femminile è descritta come un filo rosso che collega tutte le donne da cui discendiamo, un “cordone invisibile” che trasmette memoria emotiva e traumi non elaborati, ma anche doni come ad esempio capacità intuitive e chiaroveggenza.

Il filo rosso compare nei Misteri Eleusini, nelle tradizioni sufi e nelle culture indigene e nella mistica ebraica: per la Cabala, la Shekinah è la presenza divina femminile, l’aspetto di Dio che abita nel mondo materiale, la luce che scende nella materia, nel corpo, l’incarnazione della saggezza. Quando la linea femminile si spezza (a causa di traumi, silenzi, abusi, esclusioni), la Shekinah è esiliata.

Indagare il lignaggio femminile significa dunque ritrovare il filo rosso e ripristinare un asse energetico interrotto: un atto di riunificazione che da un lato serve a sciogliere i nodi e onorare le antenate, e dall’altro a riattivare i doni dormienti.

A mio parere nell’ambiente della ricerca c’è stata finora una forte, probabilmente necessaria, sproporzione tra l’attenzione riservata alla sanazione delle ferite del femminile, e quella dedicata all’incarnazione dei doni. Per questa ragione ho sentito l’esigenza di creare Ante Nate – Doni e generazioni, un percorso che si concentra nel rinvenire, accettare, ricevere e integrare i doni della genealogia.

Oltre ai traumi, la linea materna trasmette facoltà sottili che non passano per l’apprendimento ma per risonanza: ascolto profondo, cura delle parole, sensibilità ai campi relazionali, fino capacità oracolari, immaginazione visionaria e creativa… doni che si “assopiscono” se la linea femminile non viene conosciuta e ricordata.

Ante Nate – Doni e generazioni più che una ricerca sull’albero genealogico è una ricomposizione del campo che influenza le nostre scelte, le nostre relazioni, la nostra libertà creativa, la nostra relazione con il desiderio, con l’abbondanza e la prosperità al fine di vivere appieno la nostra vita ora, alimentando la nostra presenza senza dis-trazioni

Si compone di quattro weekend di ricerca ed entusiasmante sperimentazione, con un evento collettivo finale nell’ambito di Ancestrale Festival:

Lost & Found. Atlante dei doni smarriti, 21-22 febbraio

Il grano e la pula, 14-15 marzo

Il fuoco freddo: come scongelare il desiderio 18-19 aprile

Il filo rosso (radicare il dono) 16-17 maggio

e infine Waggle dance: trasmettere i doni, domenica 24 maggio, nell’ambito di Ancestrale Festival.

Per informazioni lab@carolacolussi.art.

Foto di Serena Pea per Lingua Madre