Creatività, sincronicità, vastità: ricerca artistica aperta a tutti
MADRE DEGLI ENEADI, DELIZIA DEGLI UOMINI E DEGLI DEI,
ALMA VENERE, TU CHE SOTTO GLI ASTRI SCORREVOLI DEL CIELO
ANIMI IL MARE SOLCATO DA NAVI E LA TERRA FECONDA DI MESSI…
Così inizia il De Rerum natura di Lucrezio, magnifico testo classico che racconta la natura dell’universo, della vita e dell’uomo, mediata dalla filosofia epicurea, scritto probabilmente tra il 60 e il 50 a.C.
L’autore, nell’inno iniziale, si rivolge a Venere, una feconda Madre Natura, con l’epiteto di “alma”, richiamandone la forza generatrice.
Mi sono innamorata di questi versi a vent’anni, a quaranta ho avuto un’esperienza che mi ha chiarito definitivamente l’esistenza in natura della continua simultaneità di luce e ombra, di nascita e morte, della ciclicità, e della trasformazione come unica costante della vita, e dunque l’inconsistenza di qualsiasi definizione e visione stereotipata del mondo. Liberi da queste restrizioni fittizie, è possibile incontrare la qualità di cui il nostro tempo ha, a mio sentire, più bisogno: la vastità.
Il progetto Alma venus – La madre interna è una ricerca artistica che prevede tre sessioni di propedeutica al linguaggio performativo (ottobre-dicembre 2026), quattro residenze di ricerca per la creazione della performance di comunità (gennaio-aprile 2027), e infine una sessione di prove per la realizzazione di una performance di comunità, dal titolo provvisorio di Living constellations – Synchronic encounters with the feminine (Villa Moscheni Volpi, Mira – Venezia, maggio 2027).
Con l’intento-guida di fare esperienza diretta del femminino, al di là di interpretazioni, giudizi e stereotipi, e integrare organicamente le qualità che esploreremo, renderemo il Venus park di Villa Moscheni Volpi (Mira, Venezia) un ambiente dove avvengono molte performance simultaneamente, realizzate per più volte, oppure azioni performative prolungate nel tempo. Ogni performance sarà ispirata a un archetipo femminile studiato durante la ricerca.
Sfatando qualsiasi stereotipo, la performance si concentrerà sul femminino come unione, presenza simultanea di possibilità che coesistono e vengono incontro ad un pubblico co-creatore del proprio immaginario e della propria esperienza.
Per maggiori approfondimenti sul percorso, invia una mail a lab@carolacolussi.art. Le iscrizioni chiudono l’11 ottobre.
A presto!
Foto di Serena Pea per Lingua Madre