Assemblaggio, sandali indiani, scacchi, colore oro e argento, 70×30, gennaio 2016
E’ un’opera ispirata a una delle persone più colte che abbia mai conosciuto, e in un certo senso risuona in me come “Brother – The star of the ping pong”, anche se assume sfumature completamente differenti. Di nuovo una contesa, più sottile, questa volta c’è anche l’area di gioco, ma la confusione tra le équipe è totale. Anticipando l’altra installazione di qualche mese, si potrebbe immaginare che da “The player” a “Brother – The star of the ping pong” il movimento sia una verticale che sprofonda verso terra.

