Quale prosperità

Prosperità deriva dal latino prosperitas, da prosper, letteralmente “favorevole, fortunato, florido”. 

Prosper è composto da:

pro- → in avanti, verso, a favore di, a sostegno

sper- → seme, germoglio, crescita (da cui anche spes, speranza, aspettativa, fiducia in ciò che può accadere)

ventus prosper = vento buono, vento che spinge la nave

res prosperae = circostanze favorevoli

Prosperare significa quindi, originariamente, andare in avanti secondo speranza, muoversi in una direzione favorevole alla vita. Non indica ricchezza materiale, ma un movimento che trova appoggio, sospinto da un vento favorevole, una condizione in cui le cose crescono e fioriscono senza ostacoli. Prosperità è ciò che accade quando la vita non è contrastata, è una condizione di allineamento.

Questa etimologia suggerisce già un legame con tempo e movimento: prosperità significa essere “in avanti”, orientati al futuro, in una condizione che permette al seme di germogliare.

Se risaliamo alla radice indoeuropea sper- o sperg-, troviamo un campo semantico ricchissimo:

  • In sanscritospharati → germogliare, fiorire, espandersi.
  • In greco anticospeiro → seminare, diffondere.
  • In tedesco anticosperren → proteggere, recintare, custodire.

La radice porta con sé due fili intrecciati:

  1. Crescita e fioritura – il seme che trova il terreno adatto e prospera.
  2. Protezione e sicurezza – il germoglio deve essere custodito e difeso per poter diventare pianta.

Prosperità parte dunque dal descrivere circostanze esterne favorevoli, propizie, per pervenire nel tempo prima a qualità interiore, dell’agire umano capace di far prosperare, e poi al significato stesso di benessere economico e abbondanza materiale, qualcosa che può essere prodotto, coltivato, non solamente ricevuto.

Nella pratica sociale contemporanea, prosperità si sovrappone con l’idea non mera accumulazione ma sviluppo vitale, fertilità creativa, crescita qualitativa della vita, significatività e appartenenza.

Ciò che “prospera” è ciò che realizza la propria forma. Il focus si sposta dall’accumulare ricchezza al compiersi di una funzione: una comunità è prospera, ad esempio, se realizza i propri fini  di educazione, espressione e cura.

Il cuore della riflessione sulla prosperità non è dunque quanto hai, ma quali possibilità di vita ti sono affidate, compatibilmente con la fioritura degli altri esseri.

ANTE NATE – Doni e generazioni è una ricerca su una prosperità che non coincide con l’accumulo, con il possesso di qualcosa, ma con il diritto di abitare uno spazio fertile, dove circolano vitalità, desiderio, sicurezza materiale, talento e libertà. Il percorso esplora come la prosperità prenda forma a partire dal recupero dei doni del lignaggio femminile e dal riconoscimento del patto con il maschile che da quel lignaggio è stato attratto.

Per informazioni: lab@carolacolussi.art.

Foto di Serena Pea per Lingua Madre