La vita come laboratorio artistico
Da adulti perdiamo una quantità enorme di immaginazione.
«È così.»
«Le cose funzionano così.»
«Sono fatt* così.»
«Una madre è così.»
«Una donna è così.»
«Gli uomini sono fatti così.»
Se la mia vita è stata un continuo laboratorio artistico, è perché l’arte, in ogni sua forma, mi ha consentito di recuperare immaginazione. E non dal punto di vista teorico, ma dell’esperienza: l’arte consente di fare esperienza di un altro punto di vista sulla realtà.
L’arte mette a fuoco il senso che nella vita quotidiana non riusciamo a cogliere, a sintetizzare, né a fare nostro: un senso organico, intendo, non un significato mentale, che deriva dal sentire dentro, attraverso il medium artistico, gli effetti della vita su di noi. Vedo un’opera, un quadro, uno spettacolo, una performance, ascolto una canzone e sento: “questo mi fa male” / “questo mi fa bene”.
Ad esempio, a teatro puoi assistere a uno spettacolo che racconta cinquant’anni di storia in 50 minuti. Quello spazio-tempo magico ti proporrà un’esperienza di sintesi – filtrata dalla visione dell’autore e del regista – di significati altrimenti diluiti nel tempo. Vedere gli eventi di una vita snodarsi in cinquanta minuti è uno stimolo forte che, a prescindere dalla comprensione, così come dall’apprezzamento, smuove chiunque, un movimento in direzione di se stessi, innanzitutto, verso le proprie posizioni e i propri chiarimenti, siano essi interiori, emotivi, intellettuali, etici, estetici, politici, filosofici o spirituali.
Ancora, durante una performance artistica puoi ritrovarti a sentire nel tuo corpo sensazioni che raccontano che cosa sei o non sei in quel momento in grado di accettare, le azioni che sei disposto a compiere, non nell’idea che hai nella testa ma nella verità del tuo corpo, che risuona con quello del performer. E potremmo continuare per ogni linguaggio artistico: musica, letteratura, fotografia, cinema…
Non parliamo di apprendere da verità di altri, ma degli effetti di uno sguardo che testimonia gli eventi della vita, anziché lasciarcene in balia. Siano essi intesi come grandi eventi storici, così come eventi invisibili che cambiano la vita di un singolo individuo, osservarli con intenzione provoca una percezione interiore che è il seme della consapevolezza.
Per questa ragione, a parte la natura in ogni sua espressione, non esiste per me un’alleata più preziosa dell’arte. L‘arte è la strizzata d’occhio di Dio.