Si è conclusa oggi in Villa Moscheni Volpi la ricerca Lingua Madre, iniziata a Milano il 12 gennaio scorso, ricerca che ha coinvolto donne vocate alla ricerca in ambiti completamente differenti le une dalle altre.
Con questo post voglio innanzitutto ringraziare: l’esperta di letteratura Cristina Tizian, l’astrologa Stefania Marinelli, la ricercatrice Stella Spinetta Sambucco, l’insegnante di meditazione Elisabetta Naborri, l’esperta di Gestalt e Tarocchi Fabiana Spagnuolo, la drammaturga Annabella Di Costanzo, la psicofonista Elisa Benassi, la Life designer Manuela Zavan, l’esperta di canti medicina e tamburo sciamanico Francesca Moksha, la psicoterapeuta Daniela Bonetti, la yogini Nadeshwari Joythimayananda, la sensitiva Christine Buettner, la ricercatrice Stefania Zani, l’attrice Sonia Vazza, la fotografa Serena Pea, la coreografa Laura Boato, la direttrice creativa e donna d’avventura in sella a una bici Linda Ronzoni, la performer Chiara Pauluzzi, l’imprenditrice Antonella Squillace, la diplomatica ed esperta di compassion Elisa Aquino, la biologa Monia Farina.
Insieme abbiamo provato a riflettere su quali siano i passi reali e le forme perché questa Lingua Madre che ci appartiene ancestralmente e che ci espande, una lingua che è verbo, e anche corpo, natura, silenzio, armonia, poesia, sincronicità, sogno… si manifesti nel mondo, perché la sua frequenza, già attiva come l’opera di ognuna di loro testimonia, sia sempre più vibrante e diffusa, nel quotidiano e nel collettivo. Perché lo sia non nella chiave della lotta né nella chiave unicamente intellettuale.
Poiché non possiamo limitarci alla parola, a un puro atto intellettuale che, come dice Nina Sicha Gualinga (indigena attivista per l’ambiente della comunità Sarayak dell’Ecuador), avrebbe come reale conseguenza quella di separarci da ciò che siamo, ci siamo interrogate sulle possibili modalità e i contenuti a servizio di questa manifestazione. Il punto di forza di questa ricerca è stato certamente, di nuovo, la ricchezza della dimensione collettiva, che ci ha protetto dal rischio di imposizione di linguaggi più puri di altri, o di dogmi, o stereotipi, dei quali cerchiamo il superamento.
Vi posso preannunciare che l’atterraggio della ricerca sarà Ancestrale Festival.
Tra fine agosto e i primi di settembre con un meraviglioso team proveremo a dare vita alla prima edizione, che sarà solo l’inizio di un lungo viaggio di manifestazione della frequenza-madre che accomuna un sacco di persone su questa terra, e sposta il campo da gioco dalla lotta e dalla violenza, all’amore e alla celebrazione della vita.
A presto con maggiori dettagli!























