La prima manifestazione di Lingua Madre
Questo “titolo”, Lingua Madre, riunito da poco in un’unica parola, mi gira in testa da un bel po’, complice sicuramente la via dell’adozione che ho percorso negli ultimi sei anni, che mi ha portata a diventare madre di una bellissima bambina, e ora il tempo è arrivato.
Sto invitando donne che ho incontrato nella mia vita, la cui ricerca sento autentica e appassionata, vocata, a confrontarsi attorno a un tavolo informale e privato: il 12 gennaio ci siamo viste con un esagono a Milano, l’8 febbraio con un altro esagono a Bologna, il 9 marzo e il 13 aprile ci vedremo a Venezia, la mia città di nascita.
La mia esperienza della “frequenza-madre” è la sua ricchezza, ampiezza: Lingua Madre è una, con tanti tipi di accento. Proprio la sua dimensione collettiva attira oggi più che mai la mia attenzione e sensibilità, e mi spinge a creare queste occasioni d’incontro.
Gli esagoni di donne di LINGUAMADRE, una sorta di tavole non rotonde ma, appunto, esagonali, sono formate da persone di ricerca in differenti ambiti, con una sensibilità alla natura spirituale dell’essere umano, che hanno a cuore questi temi, ponendosi a servizio, con una ricerca di spessore e autentica. Per il momento si tratta di una ricerca a porte chiuse, ma che sta facendo emergere molte possibilità di manifestazione in successive azioni di natura pubblica.
Osservando e ascoltando questo delicato e forte portarsi nel mondo, sento in comune con loro uno spirito d’amore, e percepisco l’importanza della condivisione e diffusione di una “lingua”, quella femminile, “madre”, appunto, che non sia più una proiezione, l’oggetto di un’idealizzazione, o il frutto di un’opposizione al maschile, ma incarnazione concreta, in ascolto della vita e manifesta nel quotidiano, dell’archetipo-madre.
Anziché contrastare l’assurda escalation di violenza a cui assistiamo, tutt’intorno a noi, con un’energia di lotta, conflitto e scontro, tutte noi siamo da anni impegnate nella ricerca, nell’accompagnare in contesti differenti e con linguaggi diversi, noi stesse e le persone che si rivolgono a noi, in percorsi che espandano la coscienza e nutrano la bellezza, convinte che un innalzamento della frequenza sia fondamentale per proteggere la natura e sostenere la vita sul nostro Pianeta.
Credo che la lingua sia una via privilegiata all’espansione della coscienza. Come racconto nell’articolo Prima immaginiamo, la psicofonista e ostetrica di lungo corso Elisa Benassi, mi ha insegnato che, come feto, prima immaginiamo, quando compare il senso dell’udito, e solo poi vediamo, la voce e la parola materna hanno quindi un impatto importantissimo sull’immaginare e immaginarsi del bambino. Questi incontri, in modo traslato, si basano sull’intento di provare a dare corpo a una lingua (un insieme collettivo di voci e di linguaggi) che aiuti la società a immaginarsi in modo nuovo, a creare nuovi immaginari. Il femminile in questi ultimi decenni ha incominciato a far sentire la sua voce, la stragrande maggioranza dei maestri prima era uomo, ma la stragrande maggioranza delle allieve erano donna, e le donne hanno una forza interiore e una capacità creativa che può ispirare e trascinare concretamente in questa direzione.
Racconterò una per una le splendide donne che si sono lasciate coinvolgere in questa ricerca-madre e il loro dono. Infine l’intento è di dedicare a tutte le donne nuovi Esagoni in Villa Moscheni Volpi, a Mira (Venezia).
Approndirò ancora, cercando di coinvolgervi in questo processo di incarnazione dei valori autentici del femminile sacro nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Vi saranno progetti specificatamente dedicati alle donne, altri dedicati a persone di qualunque genere sessuale.
Statemi vicine 🙂 !
Per ricevere informazioni sui prossimi Esagoni di donne e partecipare al progetto scrivi ad art@carolacolussi.art.

L’immagine è di M&M design consulting per Lingua Madre.